"Critica sociale" 1977, anno LXIX n° 17

Antonio Rainone 

Presentazione di un inedito di

Charles Fourier

Sulla tangibile follia dei Semplisti

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La Civiltà sembra aver fatto dei grandi progressi nell’industria, e nondimeno non può dar

lavoro, delle terre da coltivare, a chi ne richiede, là nella terra in cui egli è nato .e dove ha diritto

al lavoro. Essa condanna al supplizio il povero che si ribella perché senza lavoro, oppure non gli

offre che delle occupazioni il cui frutto non è per lui ma per un padrone. L’industria civile è

dunque uno strumento di persecuzione contro gli industriosi, è un elemento in conflitto con se

stesso per duplicità d’azione sotto tutti i rapporti.

Se dall’elemento materiale, o industria, passiamo all’elemento passionale si troverà la stessa

duplicità. Si vedrà il meccanismo passionale libero da una parte, asservito dall’altra ed armato

contro se stesso. Analizziamo questo conflitto.

Le passioni, nell’ordine civile, hanno un doppio (destino): ben distinto quello della classe povera

o frustrata che tende incessantemente al rovesciamento, e quello della classe ricca e privilegiata

che tende a reprimere, in un caso, i costumi grossolani e ad incivilire d’altra parte...sono un

secondo motivo di discordia. Questa disparata morale non ha senso per il selvaggio poiché

l’intera orda, uniforme per movimento ed intenzioni sociali, non prova alcuno degli impulsi

contraddittori che fra di noi costituiscono la duplicità del meccanismo passionale.

L’ordine civile ha la proprietà della Controserie, ovvero lega federale e gerarchica d’una parte della

Nazione, cioè delle classi nobili, capitalisti, grandi proprietari, speculatori, eccetera, i quali sono

liberamente confederati onde garantirsi dal dispotismo dei principi e dagli attacchi del popolo,

occupare le funzioni lucrose, sgravarsi del peso degli impegni pubblici facendoli ricadere sulle

classi inferiori, borghesi, gente che vive di rendita, artigiani, contadini, salariati eccetera, i quali

non hanno alcun legame, né lega difensiva e sono in ogni senso vittime ignave della Controserie,

vale a dire delle così dette persone perbene, tutte maniere di affettazioni morali e religiose

all’ombra delle quali esercitano imperio sulla classe non federata. Questo effetto costante

nell’ordine civile eleva la Controserie al ruolo di meccanismo passionale libero e di specie

bastarda.

In effetti se la Controserie assicura l’esercizio collettivo ed individuale di certe passioni, è

costretta a reprimere molte altre di comune accordo ed in ottemperanza a statuti generali

chiamati convenienze morali. È evidente che la dose della loro repressione eguaglia almeno

quella della loro dilazione, poiché i ricchi, i privilegiati, si lamentano molto nella civiltà. È una

prova delle numerose privazioni che essi sopportano, compensate dal vantaggio di farne

sopportare ben di più ai loro inferiori.

Il passionale, per gli uomini civili, è dunque rivoltato contro se stesso, poiché sono i ricchi e i

potenti che fanno la legge e la fanno in modo tale da impacciarsi nell’esercizio d’un gran

numero di passioni ed affliggendo i loro subalterni e dintorni.

Riassumendo, i due elementi sono in guerra interna con se stessi. Il sistema industriale è

distribuito in modo da frustrare ed impoverire l’industrioso, il sistema passionale in modo da

comprimere diverse classi: padri, donne, bambini, valletti, eccetera. Vuoi dire dare ai due

elementi uno sviluppo parziale mettendoli in contrasto e stabilendo la duplicità d’azione in

senso interno. È l’opposto della vita che consisterebbe nello sviluppare appieno i due elementi, facendoli accordare per la loro fioritura collettiva e individuale, e per dare libero corso all’Attrazione.

Resta ancora da dire della lotta esterna dei due elementi. Poiché non voglio aprire qui delle

discussioni riservate alla Nota radicale (Duplicità universale). scivolerò sull’argomento

limitandomi ad enunciarlo in due articoli.

 

1.    Lotta dell’elemento materiale contro lo spirituale.

 

E’ quanto avviene tramite la provocazione: tutto, durante la giornata, è disposto in

modo da eccitare il povero d’ogni classe a dei godimenti che egli non può procurarsi. La

morale e la religione gli gridano di doversi astenere da tutti questi piaceri e la mancanza

di fortuna gli manifesta questa verità con vigore anche maggiore. Gli Economisti

vengono in aiuto invogliando i mercanti a provocare in ogni individuo delle fantasie che

son per lui pericolose e impossibili da soddisfare. In questa usanza del regime civile vi è

un doppio vizio, primo, di eccitare più fantasie di quante ne possa soddisfare, secondo,

di non aver provveduto ai bisogni prima d’eccitare le fantasie. L’opinione s’aggiunge a

questo vizio mercantile ed incoraggia gli eccessi del lusso. L’impossibilità

all’accompimento causa l’infelicità degli umani. La loro esistenza non è che un cerchio

di privazioni di vani desideri che dimostrano come il sistema industriale sia impiegato

solo per opprimere il passionale.

 

      2. Lotta dell’elemento spirituale contro li materiale.

Mentre tutto ci eccita ai piaceri, una voce non meno suggerita dalla necessità ci chiama al

lavoro, che è ripugnante per tutta la classe povera poiché i ricchi si appropriano delle attività

industriali facili da esercitare e non lasciano ai poveri che [...].

Nel frattempo l’apparato del piacere incalza gli infelici e fa loro dimenticare i consigli della

necessità. Da li derivano i disordini e la rovina. Effetto costante nelle nostre società in cui la

maggioranza pur dedicandosi al lavoro non arriva che all’indigenza, anche dopo sforzi faticosi e

raramente coronati di successo. Cosi la passione è armata contro l’industria, prova ne sia il

settimo giorno di riposo concesso al popolo che, nelle città, aggiunge un riposo del lunedì a

quello della domenica. L’immaginazione, la passione, non fanno che sospingere i popoli

civilizzati a scuotere il giogo dell’industria.

Avendo considerato la lotta interna ed esterna dei due elementi sociali, si possono vedere alcuni

effetti semplici nel meccanismo della Civiltà: non è evidente che esso è, in ogni senso, d’ordine

composto, mettendo in lotta permanente quei elementi e le divisioni, branche, di ogni elemento.

Lotta che costituisce il composto sovversivo divergente, molto lontano dagli effetti semplici che

abbiamo osservato nei periodi selvaggio e patriarcale.

 

© AR e "Critica sociale" 1977, anno LXIX n° 17.